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RETESCUOLE RIPARTE. SEMPRE E SOLO "CONTRO" ?
di il Comitato
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La Fase 2 della Campagna contro la Riforma della Scuola riparte. Ne dà annuncio ReteScuole, il sito internet che ha fatto della battaglia Contro la propria ragione d’esistere.
I giornali ne danno informazione.
Che dire?
Abbiamo confutato le ‘palle’ che essi dicono sulla riforma della scuola, abbiamo avanzato proposte costruttive, abbiamo cercato di dialogare con tutti. Persino Scuolaoggi ha dato risalto a una posizione ideologica non schierata.
Ma ReteScuole…Kabul !!??
Se vuoi dialogare deve ‘iscriverti’: non è come un giornale dove c’è spazio per la posta del lettore. Cosi: io scrivo e il direttore decide se gli interessa pubblicare,
Troppo facile per ReteScuole che vuole avere un buon database per vantare contatti.
Se non concordo con il direttore, marito dicono della prof.ssa organizzatrice, non solo non sarò inserito nel dibattito, ma avrò dato le mie generalità e sarò identificato, identificabile e, forse, anche quantificato e qualificato nel sito come ‘utente’.
E la cosa conta…certo che conta per il valore del sito. Il ‘signor sito’ ne ha fatto la sua professione.
Comunque è questa la libertà di ReteScuole.
Una specie di soviet organizzativo, con una sorta di rete di amici che condividono l’idea di squassare la Moratti e il suo progetto.
Nemmeno nel sindacato la cosa è così verticizzata e organizzata.
Noi diciamo a ReteScuole di scriverci pure. Di aprire un dibattito sulle menzogne che ripetono e che nessuno può contestare.
Chiediamo di contestare le nostre posizioni. Scriveteci…anche senza registrazione. Non ci importa il business, ci preme la libertà di educazione!
E ripeteranno le solite e vecchie palle! E ancora una volta molti cascheranno nel tranello delle ore, del tutor, delle materie di insegnamento.
ReteScuole dimostra come sia difficile riformare la scuola ed il paese nel suo complesso: basta lasciare le cose così.
Scuole allo sbando, diplomicifi che vivono della scarsa attenzione alla persona, una scuola pubblica che paga poco, che non punta sui meriti, sulla competitività, sulla qualità di docenti e studenti, sulla formazione e sulla educazione. Una scuola – quella di oggi – in cui la parola educazione è equiparata a formazione e peggio ancora a libera e spontanea didattica fai da te.
La storia: quella che vuole l’insegnante di turno.
La letteratura: quella che piace al prurito del professore.
La filosofia: spesso quella dominante, quella che fa trionfare il dubbio e non la ricerca della verità.
Le scienze: quelle moderniste che inducono all’onnipotenza dell’uomo.
Le religioni: tutte uguali da mettere in un unico manuale di storia.
Spesso ci convinciamo che il ’68 è stata una illusione violenta collettiva.
Il peggio è stata la sua eredità: una generazione di dubbiosi e un po’ ‘sfigati’ che hanno parcellizzato la protesta per sopravvivere. E purtroppo c’è chi ci crede ancora.
Pacifisti allora come oggi anti/americani.
Estranei ai drammi dell’umanità e della povertà conclamata: in Africa (Ruanda, Etiopia, Sudan, Liberia Sierra Leone) Asia (Corea del Nord, Cina, Indonesia, India, Tibet, Afganistan) America latina (Cuba, Equador, Colombia, ).
La riforma s’ha da fare!
Ci va di mezzo una generazione,…due, tre generazioni di giovani che si meritano di trovare riferimenti e non slogan a buon mercato.
Il Comitato SCUOLA LIBERA E RINNOVATA
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