LIBERI DA PREGIUDIZI

Siamo consapevoli che molti sono contro la riforma. Noi non siamo quelli pro-Moratti. Liberi da ideologie e liberi da pregiudizi! Noi, come molti, vogliamo...

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  IL DECRETO

Dlgs 59/04 del 12/02/04

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Profilo educativo, culturale e professionale dello studente alla fine del primo ciclo di istruzione (6 - 14 anni) (ZIP 29Kb)
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Versione Stampabile TRA “ReteScuole” E “ScuolaOggi”: DUE MODI DI FARE E DI OPERARE
Augusto Pozzoli, un tempo grande bacchettatore della sinistra nella cronaca del Corriere della Sera, oggi al Giornale, direttore di ScuolaOggi, sito di riferimento dell’opposizione governativa sul tema scuola e intelligentemente insegna a far politica.
Mentre ReteScuole “organizza volantinaggi…, crea spazi…, confronta…, garantisce presenze al banchetto del festival dell’Unità…, fa movimento…, protesta…”, soprattutto vuole organizzare; ScuolaOggi pone una domanda cui nessuno dell’opposizione risponde: che scuola vuole la sinistra?
Se recentemente Rutelli ha affermato che non tutto si doveva buttare della Riforma Moratti, ReteScuole non concorda, come la CGIL, mentre ScuolaOggi di Pozzoli pone il vero problema : quale è la proposta dell’Ulivo?

E’ una bella domanda perché la scuola pubblica difesa da ReteScuole è una forma dogmatica, ideologica e strumentale di difesa di privilegi sociali e culturali a scapito degli utenti, studenti e famiglie, che hanno bisogno di nuova formazione, educazione personalizzata e non di formule e di Stato padrone.

Il dibattito sulla scuola deve partire dal bisogno educativo della società.
Non è la scuola pubblica, né lo Stato, che ha il monopolio dell’educazione: forse la cosa era così ai tempi di Stalin, di Hitler, di Mussolini. Forse è così in Corea del Nord, in Cina, a Cuba, a Kabul con i talebani e in tutti i regimi totalitari.
Persino nella Francia statalista qualche cosa sta cambiando.
Nelle democrazie con storia consolidata la scuola è paritaria e libera. I contenuti non sono dogmi immutabili – vedi l’attuale rivisitazione, difficile comunque, di Risorgimento e Resistenza ad esempio – ma aperture alla realtà. Insegnanti consapevoli del ruolo collaborativi con i genitori e non dispensatori di sapere.

Ci vuole una bella forza proporre come slogan: SCUOLA PUBBLICA MON AMOUR come fa ReteScuole…per produzione di borse…(business insomma!)
Ci vuole infine grande tracotanza per definirsi “ Movimento dell’autoriforma” senza dire di che si tratta.

Dopo “Ballo da sola” ecco: “ Mi riformo da sola”.
Almeno la protagonista del film era carina, la scuola oggi è una vecchietta decrepita che non può permettersi un lifting, ma ha bisogno di trapianti...

Dai Moratti…opera!!!!

(P.S. E' vero, in questo sito si possono inviare contributi senza dover "pagare pegno".)
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