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LE RAGIONI DI UNA SCELTA: la testimonianza illuminante di una studentessa
di Chiara Casotto
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Lo scorso 4 marzo ho partecipato, come rappresentante di LIBAS ( liste per la libertà della scuola), al Forum delle Associazioni Studentesche maggiormente rappresentative istituito dal Miur per discutere i contenuti dei prossimi decreti legislativi per l’attuazione della riforma scolastica.
Con alcuni compagni d’Istituto, con giovani di Gioventù Studentesca ed altri amici mi sono preparata nei giorni precedenti leggendo le bozze preparatorie , “diritto-dovere”, “istituzione del sistema nazionale di valutazione” e “alternanza scuola-lavoro”, per dare un contributo concreto e mirato a coloro che provvederanno alla stesura finale dei documenti.
E’ stato un lavoro molto utile.
La comprensione del testo, credo sia il primo obiettivo per comprendere ciò di cui si tratta: è la realtà su cui lavorare e va conosciuta a fondo.
Così abbiamo potuto confrontarci su ciò che ci colpiva di più e siamo riusciti a preparare l’intervento con domande puntuali e su problemi concreti.
Durante il dibattito, però, ho notato che negli interventi di molti rappresentanti di altri gruppi di studenti (sia simpatizzanti per il centro-destra che per il centro-sinistra) era evidente che ciò che dicevano non era quello che interessava loro, ma le solite obiezioni e slogan stereotipati dei partiti; non erano le domande di ragazzi a cui interessa il futuro della propria scuola.
Il rappresentante dell’UDS, l’associazione dei giovani di sinistra vicina alla CGIL, fra tante cose considerava rischioso che l’istituto nazionale di valutazione potesse servire a una sorta di “pagine gialle”, che servisse alle famiglie per scegliere le scuole migliori.
Io dopo di lui ho invece affermato come positivo quello che lui riteneva un rischio, la libertà di scelta delle famiglie di una scuola, che così non sia più autoreferenziale.
Oltre a questo apprezzavo l’iniziativa dell’anagrafe degli abbandoni, come segno di interesse alla singola persona.
Non so se il mio intervento sarà accolto con favore rispetto agli altri, ma quello che mi preme è esprimere delle proposte semplici e concrete per collaborare seriamente a questa riforma.
In fondo si tratta della mia vita e voglio affrontare anche questo aspetto (l’educazione) con impegno, lasciando ad altri il ruolo del “piccolo politico”.
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