LIBERI DA PREGIUDIZI

Siamo consapevoli che molti sono contro la riforma. Noi non siamo quelli pro-Moratti. Liberi da ideologie e liberi da pregiudizi! Noi, come molti, vogliamo...

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  IL DECRETO

Dlgs 59/04 del 12/02/04

Testo completo:

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Sezioni:
Indicazioni per la scuola dell'infanzia (ZIP 15Kb)
Indicazioni per la scuola primaria (ZIP 45Kb)
Indicazioni per la scuola secondaria di I grado (ZIP 50Kb)
Profilo educativo, culturale e professionale dello studente alla fine del primo ciclo di istruzione (6 - 14 anni) (ZIP 29Kb)
Testo completo commentato
 

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OBIEZIONE
I programmi non vengono neppure accennati nel decreto, né si usa mai il termine «cultura».

RISPOSTA
Il Decreto Legislativo 23 gennaio ’04 relativo al primo ciclo, per esplicita indicazione normativa generale, non può entrare nel merito di ciò che si deve o no insegnare (sarà così anche per il decreto sul secondo ciclo); la legge riserva la definizione di quelli che un tempo erano i programmi (“centralistici” e fortemente dettagliati, di natura eminentemente prescrittiva e vincolanti per i docenti) ad appositi regolamenti (decreti ministeriali) che debbono essere definiti dal Ministero dell’Istruzione attraverso i nuovi “piani di studio” (che ora indicheranno esclusivamente profili ed obiettivi da conseguire, lasciando all’autonomia professionale dei docenti la definizione dei contenuti e delle metodologie dei percorsi). La competenza in proposito è affidata alle apposite «norme regolamentari di cui all’articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275» [art. 13, comma 3] che definiranno obiettivi generali e specifici, discipline e attività e relativi monte ore annuali. Nel frattempo, «si adotta, in via transitoria, l’assetto pedagogico, didattico e organizzativo individuato nell’allegato B, facendo riferimento al profilo educativo, culturale e professionale individuato nell’allegato D»; questi allegati costituiscono le “Indicazioni nazionali” già utilizzate nella sperimentazione in prima e seconda elementare negli anni scolastici 2002/03 e 2003/04.
Quanto al termine “cultura”, non pare tanto importante il fatto che venga nominato o meno (anche se l’aggettivo corrispondente “culturale” è più volte presente nel testo del decreto), quanto piuttosto che se ne rispetti e trasmetta il contenuto reale.

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L'educazione: introduzione alla realtà totale.
In proposito cosa chiedono la famiglia, il giovane e l'insegnante:
che l'insegnante sia un maestro di vita e abbia competenze professionali
che l'insegnante faccia solo il suo mestiere e lasci il compito educativo alla famiglia
che la scuola garantisca l'educazione dei più giovani con regole per famiglie
che la famiglia intervenga prioritariamente con l'insegnante nel guidare i più giovani
che il ragazzo scelga i suoi maestri con discrezione ma in autonomia

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