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SCUOLA RIFORMA E RICERCHE. TRA REALTA’ E CONTRADDIZIONI. UNA LETTURA E UNA INTERPRETAZIONE.
di Bruno Calchera
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E’ con soddisfazione che leggiamo che la ricerca dell’Istituto Cattaneo e della Associazione Trellle ha manifestato una grande insoddisfazione per la scuola attuale(SISTEMA SCOLASTICO SOTTO ESAME-Espresso, n.20 del 20 maggio ’04, pag.81).
Infatti il nostro Comitato ha avuto tra gli spunti originali proprio l’insoddisfazione per l’attuale sistema educativo.
“la scuola deve cambiare” è il messaggio che dà il via all’esame dei dati di maestri, pedagogisti professori e operatori.
“ non sembra aver presa sul cittadino medio la protesta contro i progetti del ministro dell’Istruzione e le manifestazioni di dissenso – (l’articolista è dispiaciuta di ciò?) tra l’altro oggi 14 maggio a Roma ce n’è una … (un’altra! ) – dei sindacati e delle associazioni di categoria “ “Studenti e genitori (…) giudicano con criteri ben diversi da quelli degli addetti ai lavori - …contrari alla riforma.. diciamo noi – e sono convinti che gli insegnanti facciano studiare poco i propri studenti e diano pochi compiti a casa e che la preparazione dei docenti non sia adeguata alle esigenze di standard informativi e dei cambiamenti che il mondo, al di fuori della classe, richieda.” E’ il 77%. (…)
“Sono i giovani a bocciare i propri insegnanti” (oltre il 70%)
Il sistema scolastico non passa l’esame e la scuola non prepara al mondo del lavoro.
Programmi inadeguati (61%). La scuola deve essere sostenuta da tutti i cittadini, contro tagli progettati dal Ministro Moratti (quali ?)…ma è l’articolista che scrive.
“Gli studi possono fermarsi anche in giovane età, purchè utili” - a noi pare un segnale di interesse per la scuola professionale della riforma attuale, o no?
A conferma : “ la laurea non è più così ambita..” - ma non è stata l’ultima riforma che ha aperto le porte dell’università a indicare agli studenti che tutti potevano (e magari dovevano) laurearsi ? ( Ci fu un tempo in cui per laurearsi c’era voto di gruppo e anche 27/30 politico ). Ma tant’è.
Poi, dopo avere elencato altri dati su materie preferite e osteggiate : l’ultima è la matematica…e lo “schiacciamento su posizioni di “scuola comoda e senza perdite di tempo” c’è una conclusione disarmante.
La ricerca – diciamo noi – risulta inutile, i dati espressi poco significativi, perché non corrispondenti all’ideologia dominante infatti si dice”: Se passano questi messaggi ispirati più all’ignoranza che al buon senso rischiamo di perderci per strada tanti giovani, di riempire gli istituti professionali – avevamo visto giusto ! – senza sbocchi validi (? – perché?) , di perdere di competitività sul fronte delle nuove tecnologie – ma vah! con le tre I di Berlusconi il tema non è la tecnologia, ma altro – per noi è l’educazione che ci va di mezzo – e di diventare famosi più come paese dei maghi che degli scienziati”. Questa conclusione è proprio ridicola. Maghi perché poi?
Alla fine, l’articolista, non poteva che attaccare il ministro Moratti, il vero colpevole. Perché?
“ continua – il ministro – a impantanarsi su tutor e portfolio senza raccogliere le indicazioni concrete di come dovrebbe funzionare la scuola secondo gli utenti”
Noi abbiamo letto un resoconto di ricerca dove non si parla di tutor, dove, ci pare gli utenti abbiano detto la loro. Questa scuola a loro non piace e vorrebbero che assomigliasse – diciamo noi – più a quella proposta dalla riforma.
Come è stato possibile perciò trarre quelle conclusioni?
Da idee forti, che non sanno guardare alla realtà, nemmeno di una ricerca che ritengono importante esporre.
Ma allora era meglio un articolo dei soliti “saggi” contro la Moratti, no?!?
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